#Maiconsalvini, bloccati gli ingressi alla Prandina


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Obiettivo raggiunto per gli attivisti #maiconsalvini. Venerdì 6 novembre il segretario della Lega Nord è arrivato a Padova. In agenda l’inaugurazione di una sede del partito a Noventa Padovana. Salvini, che era accompagnato da alcuni parlamentari del suo partito, però aveva manifestato anche l’intenzione di visitare l’ex caserma Prandina, dove dall’estate sono accolti diversi richiedenti asilo.La visita però non è stata effettuata, anche perchè fin dalla mattinata molti attivisti hanno presidiato gli ingressi alla caserma proprio con l’obiettivo di impedire la visita a Salvini.maiconsalvini_03A mobilitarsi sono stati circa duecento militanti del centro sociale Pedro, del Bios Lab e alcuni sindacalisti di Adl Cobas. Striscioni contro Salvini sono stati esposti agli ingressi dello spazio destinato all’accoglienza, in via Orsini e in vicolo San Benedetto. Sul posto anche le forze dell’ordine e gli agenti della Digos, in un clima comunque privo di particolare tensione. I presidi sono iniziati attorno alle 11 del mattino e hanno visto il gruppo di attivisti dividersi in tre gruppi, due a controllare appunto gli ingressi dell’ex caserma e uno sulla rotonda di corso Milano, dove sono state esposte le ragioni dell’iniziativa al microfono.

Sul posto sono intervenuti anche alcuni attivisti della mensa Marzolo occupata, che hanno a loro volta esposto degli striscioni e distribuito dei volantini alle numerose auto di passaggio in corso Milano.

maiconsalvini_05Anche da una terrazza di un palazzo in corso Milano è stato esposto un lungo striscione verticale, con la scritta “Mai con Salvini”. Durante la mattinata si sono susseguite notizie incomplete e a volte contradditorie. La visita del segretario della Lega sembrava prossima, poi rimandata, quindi annullata. Alla fine Salvini, dopo la visita a Noventa Padova,a si è recato in Prefettura a Padova e quindi in comune, per poi riprendere l’auto che l’ha portato in autostrada verso Milano. A questo punto, quando ormai erano passate almeno quattro ore dall’inizio dell’iniziativa, gli attivisti presenti hanno dichiarato “Padova libera da leghisti e razzisti”. Il gruppo si è quindi ricompattato dai tre diversi presidi e ha dato vita ad un corteo verso il centro cittadino.

maiconsalvini_04Dietro allo striscione “Mai con Bitonci, Mai con Salvini, la nostra Europa non ha confini” i manifestanti hanno invaso corso Milano, bloccando il traffico sull’arteria di ingresso in città. Cori e fumogeni hanno accompagnato il corteo fino alle piazze del centro, a ribadire la contrarietà alla presenza leghista in città, oggi governata da un sindaco particolarmente vicino alle posizioni del segretario leghista. Il corteo si è quindi concluso proprio sotto le finestre di Palazzo Moroni.

maiconsalvini_06«Il nostro obiettivo è stato raggiunto – spiegano i promotori dell’iniziativa – Salvini avrebbe voluto rilanciare il suo messaggio d’odio e di intolleranza dalla Pradina, noi abbiamo voluto impedirglielo».

Resta comunque ancora aperta la questione dell’ex caserma, usata come centro di accoglienza. La struttura che sarebbe dovuta essere provvisoria, ma che non sembra destinata a essere smantellata, tanto che per l’inverno verranno allestite delle strutture prefabbricate, al posto delle attuali tende, per rendere meno precaria la permanenza dei profughi. L’intenzione del Prefetto Patrizia Impresa era quella di chiudere la struttura, ma per farlo, come ha dichiarato la stessa rappresentante del governo, sarebbe stata necessaria la collaborazione dei sindaci del territorio per dare vita a iniziative di accoglienza diffusa. Iniziative che si sono presto bloccate. Resta dunque aperta la Pradina come centro di accoglienza per almeno un centinaio di persone, alloggiate nella struttura senza possibilità di svolgere corsi di italiano, di formazione o altre attività durante le lunghe giornate, passate per lo più sulle panchine della vicina area verde.

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