Ikea, anche a Padova accettate le condizioni dell’azienda


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Alla fine i lavoratori padovani hanno detto sì alle condizioni di Ikea. Dopo le lotte di quest’estate, gli scioperi e i presidi, dopo la contrattazione condotta prevalentemente dai sindacati confedarali, dopo una campagna nazionale che è riuscita per lo meno a intaccare quell’immagine di azienda “buona” che il colosso svedese si era costruita sulle spalle dei lavoratori, ai dipendenti Ikea resta in mano un pungo di mosche.

La bozza di accordo uscita dal tavolo nazionale, che prevede la riduzione della maggiorazione domenicale dal 70% al 60% e di quella per le festività dal 130% all’80% e la cancellazione del premio aziendale per i nuovi assunti, è passata a Padova con 199 sì e 82 no, di fronte a 281 vontanti su 354 aventi diritto.

ikea_06«Non è una vittoria, è al massimo un pareggio» ammette la stessa Cgil, che alla fine si è vista costretta a lasciar passare il concetto di differenziare i lavoratori, con quella disparità di trattamento tra vecchi e nuovi per quanto riguarda il premio aziendale che unito agli effetti del jobs act renderà ancora più precaria e ricattabile la classe dei nuovi assunti.

«Vedere che ci sono ancora un’ottantina di persone disposte a non chinare la testa è l’unica notizia positiva – commentato i lavoratori protagonisti delle batatglie dello scroso agosto – Il risultato del referendum aziendale era scontato visto quello che di fatto era un ultimatum da parte dell’azienda. Quest’estate si è persa l’occasione di dare battaglia, proseguendo sull’onda di una grande mobilitazione dei lavoratori, che l’attesa per la trattativa ha raffreddato».

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